mercoledì 17 ottobre 2012

FERRARA 8 NOVEMBRE 1958-2012: ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO DI PAPA' E MAMMA. CON LA MAFIA ALLE COSTOLE E L'OMERTA' DELLA GENTE. Appunti di dolore e provocazioni; appunti di morte."

                              FERRARA 8 NOVEMBRE 1958-2012
                        Anniversario di Matrimonio di Papà e Mamma

                        VITTIME DELLA MAFIA E DELL'OMERTA'

                       Tarquinio Luigi Gandini e Anna Maria Pocaterra


 
8 Novembre 1958, nella Parrocchia "Sacra Famiglia" a Ferrara in Via Bologna, si sposano Anna e Luigi, due giovani perbene che si vogliono bene e che insieme cercano di costruirsi un futuro e una famiglia. Due giovani semplici, rispettosi, educati, molto legati alle rispettive famiglie di origine, una coppia pulita e onesta come tante ma, allo stesso tempo, diversa da tante per un fatto gravissimo, talmente grave da non essere mai menzionato, anzi, coperto da OMERTA' ASSOLUTA: LA MAFIA ALLE COSTOLE.

Così, la famiglia Gandini ignara di questa tremenda situazione, vive una vita assurda, piena di fatti tragici, di problemi inspiegabili e difficilmente risolvibili, di danneggiamenti, di truffe, di malanni e non ultimo, di maltrattamenti da parte di tutte le persone attorno. Di generazione in generazione, di padre in figlio, LA MAFIA ha operato tutto il male possibile nella vita di queste brave persone, introducendosi subdolamente, strisciando come i vermi o nascondendosi come sorci; derubando, maltrattando e uccidendo in maniera "occulta" grazie alla collaborazione, seppur forzata, delle persone che attorniavano la vita della famiglia. Ricordo solo brevemente che già nel periodo del fidanzamento dei nostri genitori, LA MAFIA tentò, sin da subito, di allontanare nostro padre dalla mamma, usando la consueta modalità occulta mafiosa ovvero, servendosi in quel frangente, di un'amica e vicina di casa di mamma, certa Franca. All'epoca, nostra madre giovanissima, 22-23 anni, viveva con i suoi genitori, figlia unica, in Via Argine Ducale a Ferrara. LA MAFIA, servendosi dell'amica Franca, cercò di infamarla agli occhi di papà, descrivendola come una persona sciatta che non si curava di sè stessa, che non aveva voglia di fare niente. Per fortuna, nostro padre seppe reagire alle maldicenze e non diede mai attenzione a queste malelingue-burattini della mafia. La loro unione durò sino all'ultimo giorno della loro vita, percorsa da indicibili sofferenze: di questo, ne saranno bene al corrente tutte le persone che nel corso della loro vita li hanno frequentati per svariati motivi, le quali sempre industriate dalla mafia furono incaricate, obbligate e preparate a far loro del male fisicamente, moralmente e psicologicamente, contando che si fidassero di loro, come conoscenti, amici, parenti, ma come pure professionisti, medici, avvocati, ecc. ecc. ecc.
La nostra famiglia rimase sempre unita, sempre insieme ad affrontare le avversità. E nonostante le morti causate dalla MAFIA ai nostri genitori e nonni, l'amore che ci sosteneva è presente ancora oggi.



 





Nella foto sopra, mamma Anna entra in Chiesa al braccio di suo papà, nonno Alfeo Pocaterra detto Alfio, una gran brava persona. In tempo di guerra è stato persino deportato e prigioniero di un campo di concentramento in Germania.


 

 

 
 

 
 

 
 

 
 

 

 
"Se per la VERITA' sarai offeso, umiliato, dovrai patire e soffrire, sopporta: la morte non è una fine, E' UN INIZIO".
(S. Giuseppe Moscati il medico Santo)

La classe medica ne prenda esempio, che tanto male si è prestata a commettere alla nostra famiglia in totale OMERTA'.
A tal proposito, voglio ricordare quando nostro padre, già molto provato dalla malattia grave che gli era stata procurata su ORDINI MAFIOSI dal suo dentista, come ho raccontato nei precedenti Post, una mattina, accompagnato da mia mamma e mio fratello, si reca all'Ospedale S. Anna di Ferrara dove deve sottoporsi ad una gastroscopia con prelievo del tessuto. Mio fratello e mia madre restano ovviamente, fuori dalla stanza e all'improvviso, mentre attendono che l'esame si concluda, avvertono le urla di nostro padre: "basta, mi fate male, basta"! Ebbene, era stato sottoposto a prelievo del tessuto del fegato, senza nessuna anestesia. Questo danno è stato compiuto su ordini mafiosi.


Ricordo ancora, quando, apparentemente senza motivo, nostro padre venne mandato in pensione tempo prima del previsto dalla Società Solvay di Ferrara, dove aveva lavorato con coscienza per tanti anni e dove aveva svolto anche la sua carriera. Mancavano ancora diversi anni alla sua pensione ma, all'arrivo di un nuovo dirigente, dott. Piccoli, mio padre viene scalzato per primo, insieme ad altri. LA MAFIA deve sempre dimostrare che nelle decisioni più drastiche non rientra soltanto chi è sotto estorsione a subìre i disastri ma anche altri colleghi, in modo da farti capire che è tutto normale. In realtà, LA MAFIA aveva usato il dott. Piccoli facendolo trasferire improvvisamente da un'altra città allo stabilimento di Ferrara, in maniera tale che apparisse lui l'artefice di questa ingiustizia. Una volta terminata l'operazione, il dott. Piccoli fu trasferito immediatamente, di nuovo, in altra città. Per LA MAFIA, l'importante è usare una copertura e distogliere, non appena portato a termine ciò che si prefigge di ottenere, immediatamente l'attenzione su quel fatto spiacevole, ingiusto, dannoso o, pericoloso, come ad esempio, l'ATTENTATO-FINTO-TERREMOTO.

Per restare in tema di categoria medica, ricordando nostra madre, ad esempio il suo dentista dott. Tabacchi, lo stesso inizialmente di nostro padre, le dovette togliere alcuni denti con gravi danni, infatti, ogni volta che le toglieva un dente praticava l'iniezione per l'anestesia ma non attendeva mai il tempo necessario. Non so quante volte nostra madre abbia subìto questa situazione, che durò a lungo visto il lavoro impegnativo. Anche in questo caso, rimanendo ad attenderla nella sala d'attesa, si potevano udire le sue urla di dolore, che divennero poi, famose dal momento che ogni volta era questa prassi. Sempre tutto accaduto in base ad ordini mafiosi.

Arriviamo ad oggi, 2012. Domenica scorsa 14 Ottobre, mio fratello ed io ci rechiamo al Cimitero della Certosa di Ferrara per andare a trovare i nostri genitori, ed ecco la nuova sorpresa causataci sempre dalla MAFIA: entrambe le tombe dei nostri genitori, coperte da un lato da un'ampio alone di cera bruciata. In breve: di solito, lasciamo sulle tombe il lumino votivo di cera acceso, che poi si spegne quasi subito e senza danni. Questa volta però, LA MAFIA ha mandato "qualcuno" affinchè distruggesse i lumini disperdendo la cera sciolta all'interno, lungo tutto l'angolo delle tombe, che ovviamente sono rimaste danneggiate in modo grave. Ecco le foto, ed ecco le prove del DOLO MAFIOSO.
Notare sulla tomba di nostra madre, sul lato destro, l'ampio alone di cero bruciato.



Ed ecco in queste immagini sopra, i pochi resti rimasti del cero bruciato. Non ci sono dubbi: si tratta di dolo, ovvero un danno provocato di proposito. Inoltre, in questa ultima immagine, si nota sulla tomba di nostra madre, una frattura sul marmo, come già provocata sulla tomba di nostro padre tempo fa' e di cui ho presentato immagini in Post precedenti.

Tomba di papà, notare l'ampio alone grigio della cera bruciata sul lato destro della tomba, stessa modalità e stessa posizione che si notano sulla tomba di nostra madre e ora, stessa frattura, lato destro, su entrambe le tombe! In questo caso, chi ha profanato questo luogo consacrato, si è curato di far sparire del tutto i cocci... Praticamente, una FIRMA!

Questa sopra è sempre la tomba di nostro padre che mostra l'alone grigio di cero bruciato sparso lungo la tomba e da notare, sullo stesso lato di quella di nostra madre.


Ecco più da vicino i resti della bruciatura del cero sulla tomba di papà.

Faccio presente che questo danno si è verificato SOLO ed ESCLUSIVAMENTE sulle nostre tombe. Sulle due uniche tombe di persone che, guarda caso, in vita si trovavano sotto estorsione da parte della MAFIA!
Dato il danno provocato, ho interpellato subito la DITTA PEDRETTI MARMI, che aveva costruito entrambe le tombe. Nella persona del sig. Pedretti, mi sono sentita rispondere che non puo' fare NIENTE!  E questo non è vero perchè il sistema per rimediare esiste e non devo certo suggerirlo io al sig. Pedretti, sicuramente un professionista nel suo campo! Allora, qual'è il problema? Il problema è LA MAFIA! ... che ha ORDINATO di non effettuare nessun lavoro a meno che non comporti una cifra molto alta da sostenere da parte nostra! Questo perchè, se il sig. Pedretti cercasse di rimediare il danno, non potrebbe richiederci una somma troppo alta. Mentre invece, prospettandomi unicamente una sostituzione della tomba, senza altra prospettiva, come mi ha suggerito al telefono, praticamente la dovremmo rifare e la cifra richiesta sarebbe necessariamente alta. Ragion per cui, LA MAFIA ci si potrebbe inserire chiedendo un prezzo comprensivo di estorsione! LA MAFIA lavora e agisce in questo modo: se il lavoro che devi richiedere comporta un piccolo costo, costringe gli esercenti, gli artigiani, i commercianti e altro, a non effettuare ciò di cui abbiamo bisogno. Dunque, o scegliamo di fare un lavoro che costi necessariamente molto, in maniera che resti "il pizzo" per LORO oppure, ci dobbiamo tenere il danno o non ottenere l'acquisto o il servizio richiesto!


Altro esempio, mio fratello ed io ci rechiamo dal dentista Dott. Formaggi in Via A. Volta, Ferrara.  Il dott. Formaggi riscontrando di non avere motivi di grandi lavori costosi, quasi si rifiutò di prestare le cure necessarie adducendo al fatto che ci avrebbe fatto spendere senza avere la certezza di un lavoro accurato e ben riuscito! Secondo voi, un serio professionista si esprime così? Se, al contrario, avesse ravvisato lavori costosi, allora sarebbe intervenuto, potendo così introdurre su una grossa cifra anche le richieste mafiose. Questo, ovviamente non l'ha detto il dott. Formaggi, ma noi sappiamo che è prassi mafiosa.

La stessa cosa ha dovuto fare il carrozziere Vaccari dell'omonima carrozzeria di Ferrara, il quale dopo aver danneggiato in maniera molto evidente l'auto di mio fratello, anzichè togliere un piccolo segno nella portiera, costretto dalla MAFIA ci ha pure minacciati entrambi: non è difficile immaginare per conto di chi! ... E credo pure che il sig. Vaccari non si sia mai neanche sognato di minacciare qualcuno, però, l'ha dovuto fare!...

La stessa situazione si ripete di nuovo per il garage, di cui da tempo necessitiamo e che ancora non siamo riusciti a comprarci, poichè il suo reale valore si aggira sui 10.000 Euro, mentre invece a noi vengono richiesti 20.000 Euro. LA MAFIA PRETENDE SEMPRE IL PIZZO!

Secondo le idee mafiose, saremmo costretti a cambiare casa ogni anno, perchè l'acquisto di una casa comporta costi molto alti ed è l'unico modo per poterci derubare in OMERTA' cifre elevate. Così', per ricattarci, LA MAFIA ci ha tolto il gas tramite Hera e siamo rimasti un anno senza riscaldamento e acqua calda, pretendendo, appunto, l'estorsione tramite le bollette di Hera.
 
Allo stesso modo, impedisce ai costruttori che ci hanno ristrutturato casa prima di venirci ad abitare, di finire i lavori, lasciandoci tuttora senza porte, finestre, vetri nelle scale; insomma, viviamo in una specie di cantiere, giustificandosi con la banalissima scusa che sarebbero falliti. Altro tentativo era bombardarci la casa con il FINTO-TERREMOTO-ATTENTATO di MAFIA, di cui ho parlato ampiamente nei Post precedenti.
 In sostanza, il discorso MAFIOSO OCCULTO è questo: abbiamo bisogno di acquistare un servizio, un bene o un oggetto? Deve essere per forza costoso, molto costoso, in modo che rimanga UN LARGO MARGINE per LORO. Altrimenti, se non riescono ad avere "IL PIZZO", non dobbiamo avere niente nemmeno noi: di qualsiasi cosa si tratti, fosse anche necessaria o indispensabile! E questa situazione non ha mai fine, perchè li dovremmo mantenere a vita!
Ogni giorno che passa dobbiamo sempre chiederci quale espediente userà LA MAFIA per farci del male e derubarci, inoltre, dobbiamo continuamente procedere in un percorso ad ostacoli rappresentati da tutte le persone che si prestano ogni minuto a perpetuarci i danni ordinati dalla MAFIA. Per cui, noi non siamo "soltanto" vittime della CASTA MAFIOSA, ma pure della gente che si presta a creare i danni! Noi siamo solo in due, gli altri sono troppi, ed è ovvio che, prima o poi, riusciranno a farci fuori.

Considerando che in punto di morte, prima, o poi, ci arriveremo tutti e si sa che per giungere a questo frangente si soffre, spero almeno che i vari capi-cupola locali, che via via si sono succeduti a capo città, quando giungeranno a questo punto, siano abbastanza lucidi da ricordare tutto il male provocato alla famiglia Gandini e a tutto il sangue innocente che ha dovuto versare a causa loro! Questo, vale anche per chi si è prodigato, prestato, sottomesso, seppur su ORDINI, a far sì che tutto ciò avvenisse.


A volte, LA MAFIA fa commentare, sempre tramite la gente incaricata: "... ma come fate a fare una vita così,..."  facendoci capire che se pagassimo ...
Nostro padre è sempre stato pesantemenete derubato, gli è servito per essere trattato meglio? Gli è servito per far avere ai suoi figli una vita reale, normale? Gli è servito per non essere picchiato e maltrattato? Gli è servito per non sentirsi negare almeno le cose necessarie? E' servito a salvargli la vita, che persino in ospedale è stato spinto giù dal letto procurandogli una ferita profonda?


 

I nostri genitori ci hanno insegnato ad avere una dignità, ad essere leali, onesti, ad avere rispetto per noi e per gli altri: LA VITA E' UN NOSTRO DIRITTO. E NON VA PAGATO!LA CASTA MAFIOSA è composta da assassini senza scrupoli, che non si sporcano le mani: le lasciano sporcare agli altri; senza regole, se non quelle personali; senza valori, se non quelli di denari e brillanti rubati; senza dignità, se non quella falsa che si vede in pubblico; senza rispetto per gli altri, se non quello falso che mostrano pubblicamente; senza coscienza e senza intelligenza, perchè ne sono privi per natura.

 

LA VITA E' UN NOSTRO DIRITTO. NON DEVE ESSERE PAGATO!
 
Ricordatevi questi nomi: Alessandra e Alessandro Gandini. Teneteli a mente, perchè sono persone in pericolo e quelli come loro si salvano solo se intorno a loro la società crea una rete protettiva collettiva.
E' quello che diceva Giovanni Falcone: la mafia uccide quando si rimane soli.
 
 
 
 
 

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