domenica 28 settembre 2014

28 SETTEMBRE 2014: BUON COMPLEANNO A MIO FRATELLO ALESSANDRO !


 

Caro Alessandro, che augurio si può fare ad una persona perseguitata, fin dalla nascita, per estorsione?! Vorrei tanto dirti,

come solitamente succede ai compleanni di tutte le altre persone:"100 di questi giorni!"   Ma credo non sarebbe appropriato.... Scusami l'ironia. Preso atto, brutalmente, della tua e della mia situazione, gravissima, perché sin dalla nascita nelle luride grinfie atrofizzate della mafia, ti dico solo che ti ammiro e che la tua più grande riuscita e il senso più nobile e profondo del tuo essere, li hai già compiuti: difendendoti e lottando per i tuoi DIRITTI, per i nostri diritti e per quelli dei nostri familiari, che non hanno potuto farlo perché uccisi in OMERTA', perché braccati e sacrificati. La tua missione più grande e la mia, al di là di qualsiasi riuscita avessimo mai potuto avere nel corso della nostra vita se non avessimo mai avuto la mafia alle costole, è stata proprio la capacità, la perseveranza nell'osservare i nostri DOVERI, ma anche la pretesa di DIRITTI dovuti nei confronti di ESSERI UMANI !
E con essi, la pretesa di una vita degna di questo nome!
Ogni persona, fin dalla tua nascita (come fin dalla mia e fin dai nostri genitori sino a finire alle nostre generazioni passate), riceveva e aveva obbligo di rispettare, e mettere in pratica, precisi ORDINI nei tuoi (nei nostri) confronti.
E a seconda delle situazioni che si venivano via via a creare, LA MAFIA gestiva la tua vita (la mia, la nostra).

Ad esempio, sin dal primo anno della scuola media, che hai frequentato dove ho frequentato io, in Viale Cavour a Ferrara, "G. Boldini" Statale n. 6, all'uscita da scuola, al termine delle lezioni, trovavi spesso un ragazzo molto più grande di te (intendo come età), che ti minacciava senza motivo! Giurandoti che ti avrebbe picchiato e intimandoti di "stare attento!".... Questa vicenda si protrasse a lungo, per due anni di seguito. Nonostante tu ne avessi parlato anche in famiglia e dopo l'allerta dei nostri genitori, questo "personaggio ambiguo" continuò a minacciarti. Noi, all'epoca, non sapevamo che questo ragazzo era stato industriato dalla mafia con il fine di atterrirti già da ragazzino!
La mafia si è sempre servita di gente comune o conosciuta per farci giungere minacce o per imporci maltrattamenti, senza mai lasciare spazio all'idea che dietro a questi volti, conosciuti o meno, ci fosse qualcosa di molto più grave!

Ancora ragazzino, parliamo di 12-13 anni, al mare con la nostra famiglia, ogni anno incontravamo i nostri amici. All'epoca, tra gli altri, c'era anche Andrea Poli, oggi veterinario presso l'azienda sanitaria locale di Ferrara,  poco più grande di noi, del quale conoscevamo anche la famiglia, poiché il padre lavorava alla Società Solvay, dove lavorava anche nostro papà. Fin da ragazzino, Andrea era "in servizio obbligato" su ORDINI di mafia! Tra i tanti fatti di cui parlare, ricordo un'uscita in bicicletta con nostro papà, tu, Andrea e il suo fratellino più piccolo. Ognuno di noi aveva la sua bicicletta, mentre, Andrea guidava una bicicletta che aveva anche una specie di panca posizionata davanti al manubrio, su cui potevano prendere posto comodamente due persone, una tipica bicicletta "da vacanza". Quindi, Andrea guidava la bici e sulla panca posizionata davanti al manubrio, sedevi tu e il fratellino di Andrea, Alberto.
Mentre tutti insieme stavamo trascorrendo quella che sembrava una bella mattinata di vacanza estiva, ecco che arrivano ORDINI per Andrea, il quale, inaspettatamente, si porta sopra un argine molto alto che lascia ampiamente vedere un corso d'acqua sottostante piuttosto profondo. Non appena giunto in questo posto, Andrea, mostrandosi un po' in ansia, comincia a dire che non riesce più a gestire il manubrio, che in quel frangente sembrava "bloccato"! Il brutto della situazione era che, tu e il piccolo Alberto stavate per fare "una brutta fine": bastava poco e sareste stati catapultati al fondo di questo pericoloso argine! Solo all'ultimo minuto, Andrea disse di essere riuscito a riprendere il controllo della bicicletta! Rimanemmo tutti un po' scossi da questa vicenda, che non fu l'unica!
Non sapendo, all'epoca dei fatti, come sappiamo oggi, di avere sempre avuto LA VERA MAFIA alle costole, le questioni, anche se angosciose, venivano poi superate, non ci si pensava più, poiché, giustificavamo, si trattasse sempre di un semplice caso, che comunque non si sarebbe ripetuto!
In realtà, erano tanti "semplici casi" che ci capitavano TUTTI I GIORNI !

Sempre al mare, periodo vacanze dalla scuola, ti ricordo ragazzino, 12-13 anni, "preso di mira" da una conoscente vicina di casa, la "famosa" signora Ivana Toso, che tu ben ricorderai, proprio in virtù delle vicende capitate, mamma di due ragazzine (Serenella e Simonetta) che componevano la nostra comitiva di amici (TUTTI INDUSTRIATI). Non riuscivamo a spiegarci, all'epoca, "perché" questa signora Ivana, una brava persona, avesse, inspiegabilmente, tanto astio nei tuoi confronti! Che oltre ad essere ancora "un ragazzino", eri anche rispettoso, sempre educato e di buon cuore! La signora Toso di Ferrara era sempre così minacciosa nei tuoi confronti che un giorno pronunciò una frase a te rivolta: .."o giù io o giù lui!" 
Questa signora voleva alludere con questa frase, che non sopportando LA TUA ESISTENZA, ti avrebbe fatto finire volentieri giù dal terrazzo!
Poteva essere la frase di una malata di mente? Oppure c'era dell' "altro"?!...
Una frase davvero inquietante, che per noi "rimase nella storia", ma tu sei sempre stato un bambino tranquillo, sereno, e anche molto simpatico! Così, anche nei fatti spiacevoli, che la mafia ci causava, non sapendo di essere VITTIME dell'omertà di tutte le persone e della stessa MAFIA, riuscivi a dare connotazioni spiritose anche su fatti che potevano preoccupare: spesso, non prendendoli sul serio, visto che motivazioni VISIBILI non ce n'erano.
Chi poteva immaginare che proprio dietro ad ogni persona si celava la
crudeltà della VERA MAFIA?!
Ancora ragazzino, sempre 12-13 anni, transitavi con i tuoi amici e compagni di scuola su una strada interna nella zona di Casaglia, nella provincia di Ferrara. Eravate tutti in bicicletta e stavate costeggiando scrupolosamente il bordo. All'improvviso, venite raggiunti da un'auto dei carabinieri, capitanati da un maresciallo, il quale vi ferma accostandosi a voi. In particolare, rivolto a te e al tuo amico e compagno di scuole medie e Liceo, Riccardo Carlini, comincia a rimproverarvi, senza motivo, asserendo che non stavate transitando ai bordi della strada. Fatto, peraltro, non vero, testimoniato anche dai tuoi stessi amici. Probabilmente, si trattò di un semplice pretesto per poi ingaggiare una lite: il maresciallo in questione minacciava di portare in caserma persino Riccardo! Tenendo presente che eravate solo ragazzini, voleva già trascinarvi in caserma! Senza motivo! Una cosa assurda! Uno dei tanti fatti assurdi di tutta la nostra vita!
E tutto questo sempre dovuto agli ORDINI dei governanti! 


 
Passiamo agli anni da adulto: oltre ai tanti hobbies che ti hanno sempre interessato, come la musica, la radio, oltre allo studio, la tua passione per lo sport era costituita dal tennis. Da grande appassionato e da tennista non professionista, seguivi così tanto questo campo che anche il tuo abbigliamento era imperniato su questo sport. Fino a qualche anno fa', il marchio "Sergio Tacchini" troneggiava nel tuo armadio, dopo qualche tempo, pur essendo persino quotato in Borsa, il titolare del marchio, famosissimo tennista, si ritirò ancora in attivo.  Tu eri un ottimo cliente ma ogni volta dovevi subìre danni e disagi. Obblighi a cui, ancora oggi, devono sottostare tutti i negozianti nei nostri confronti, mettendo in atto truffe, offese pesanti e danni anche ingenti! Su ORDINI dei governanti. 
Ebbene, LA MAFIA, ancora allora, sempre tramite la gente industriata, ti aveva minacciato che se avessi continuato ad acquistare i tuoi completi (maglietta e pantaloni) per il tennis e non avessi, invece, pensato a pagare estorsioni e "pizzi"  "a richiesta", "qualcuno" ti avrebbe fatto trovare nelle tasche di un nuovo completo, una bustina "di polvere bianca" ! Giusto per "incastrarti" e farti arrestare.... poi, ciò che sarebbe accaduto si puo' solo immaginare! Ma certamente non sarebbe stato per farti del bene!.... Insomma, MINACCE E RICATTI !
 
Mentre entrambi frequentavamo il secondo anno di Università alla facoltà di Farmacia a Ferrara,  uno dei nostri compagni, Luca Martinelli, che fu anche tuo ex-compagno di Liceo Scientifico "Roiti" a Ferrara, subì un lutto gravissimo con la perdita di suo padre. Anche noi, data la vicinanza a Luca, ne restammo scossi! Ma la cosa ancora più sconcertante fu la causa della morte, avvenuta all'estero: un amico ci raccontò che lo sventurato padre di Luca fu colpito per errore da colpi di arma da fuoco!   Qualche tempo prima, sempre al papà di Luca, venne bruciata anche l'automobile parcheggiata davanti a casa, a Ferrara! Tutta questa situazione, organizzata dalla MAFIA, doveva servire come monito alla nostra famiglia! Una specie di avvertimento in omertà! Ovvero, dovevi pensare male ma non doveva apparire ciò che in realtà era. Complicato? Se pensi come pensa LA MAFIA, non lo è...
In pratica, LA MAFIA ci preannuncia sempre, tramite l'esempio datoci dagli altri, ciò che farà capitare a noi! Questo perché, quando LA MAFIA provocherà anche a noi quanto preannunciato, dovrà risultare come un fatto naturale, casuale, non provocato e che capita anche agli altri, non solo a noi! In realtà, mentre per gli altri è una simulazione, a noi viene provocato davvero! 
Nella nostra vita, tutto è sempre stato provocato, niente è mai stato casuale o naturale!
Ancora all'epoca, si parlò di una assicurazione sulla vita, riguardo sempre alle vicende del papà di Luca. Questo costituiva uno dei tanti suggerimenti subliminali che LA MAFIA faceva giungere, in questo caso, a nostro padre: avrebbe dovuto fare altrettanto, avrebbe dovuto sottoscrivere un'assicurazione sulla vita a sua volta, nel caso fosse mancato improvvisamente! In realtà, secondo le mire della MAFIA, nostro padre sarebbe stato ucciso, come ci veniva indicato dalla vicenda del papà di Luca e l'assicurazione sulla sua vita sarebbe stata immediatamente rubata e assimilata dai criminali mafiosi! Folle risvolto, di cui noi, allora, non potevamo neanche sospettare quale ORIGINE avesse! Di sicuro, nostro padre era continuamente derubato ed estorto, in ogni modo e maniera!
 
Ancora oggi, l'assicurazione sulla vita è stata proposta per ben due volte a mio fratello: la prima occasione è stata alla stipula della nostra casa di Mirabello, dagli avvocati al notaio ci veniva consigliata in modo insistente. La seconda occasione è avvenuta nella banca dove, attualmente, entrambi siamo clienti, cassa di risparmio di Ferrara. Ogni Italiano residente su suolo Italiano avrà ricevuto proposte concernenti questo tema, il discorso cambia però, quando si tratta della famiglia Gandini, tassativamente sotto estorsione da generazioni: se Alessandro si azzardasse a fare una cosa simile, LA MAFIA lo farebbe uccidere immediatamente in OMERTA', per poi rubare il premio dell'assicurazione con qualche escamotage,  io sarei rinchiusa in un istituto, dove, a mia volta, troverei una morte "non naturale" e in omertà!... E il nostro cane pure!
COMANDA LA (VERA) MAFIA, i cui componenti hanno TUTTI nelle loro mani, e TUTTI ubbidiscono!
 
Ancora oggi, nessuno dei tuoi amici ha il permesso di chiamarti ai ritrovi, alle cene o semplicemente chiederti "come stai": LA MAFIA controlla in maniera capillare noi e ogni nostro contatto, nessuno sfugge! Ricordo che, proprio l'anno scorso, sempre Luca, fu costretto a telefonarci in occasione del Santo Natale ma non doveva parlare, mi spiego meglio: compose il nostro numero di telefono, poi, dovette fingere di averlo inviato per ERRORE, infatti, si sentiva in sottofondo lo scenario di una tavola apparecchiata per il pranzo, con i rumori tipici dei piatti e il vociferare dei commensali. A nulla è valso chiamarlo o rispondere il classico: "PRONTO" chi parla? Perché, all'altro capo della linea telefonica c'era e c'è SEMPRE, LA MAFIA!
In pratica, secondo i canoni della MAFIA, noi dovremmo capire "che non siamo graditi" e quindi, nessuno si ricorda di noi!
Per cui, dovremmo anche arrivare alla conclusione che chi ci chiama al telefono, lo fa soltanto perché ha sbagliato numero! Cosa che hanno dovuto fare anche altre persone!
  


Insieme alla nostra famiglia abbiamo affrontato paura, pregiudizio, minacce, maltrattamenti, falsità, omertà, raggiri, illegalità, ingiustizia, oppressione, isolamento e alla fine, CONDANNA!
E per ultima, la scoperta più eclatante: lo stato italiano come il più spietato carnefice di tutte le nostre generazioni, con il coinvolgimento di tutti gli italiani (e stranieri) a svolgere materialmente il lavoro sporco nei nostri confronti: in base agli ordini impartiti dai governanti!
Una vicenda infinita, terribile sino all'estremo dell'impensabile, all'estremo dei confini dell'umana realtà , della dignità umana, ai confini di Tutto!
Estremi che si sono rivelati e concretizzati, invece, come la consuetudine:  IL SISTEMA!
Che ci ha tormentati e torturati con pressante attenzione. Persino dopo la morte di ogni nostra generazione. Una persecuzione maniacalmente malata e infame protratta da vigliacchi e assassini spietati, il cui credo è la violenza cieca e sorda poiché priva di coscienza, gestita soltanto in nome di follia, pazzia pura finalizzata ad estorcere e derubare e ad uccidere in omertà.
Ognuno di questi individui ci ha sempre colpiti alle spalle, e mentre asseriva di aiutarci incoraggiandoci a fidarci, infliggeva il colpo finale.
Ancora oggi, le persone, i cittadini che asseriscono di non essere coinvolti dagli ORDINI di un SISTEMA assurdo e sanguinario, ci hanno già colpiti a tradimento, perché TUTTI sono stati coinvolti! DA SEMPRE! In tutto l'arco delle nostre generazioni: la prova più evidente che questo è IL SISTEMA IN ITALIA !
 
Auguri Ale,
Ti auguro la realtà che vorresti, ti auguro la LIBERTA', Ti auguro la GIUSTIZIA VERA, ti auguro la VITA !
 
 
 
 
 
Le frasi del Papa da una immagine scattata al televideo:
 
PAPA FRANCESCO: Beati quanti "lottano per la giustizia, perché ci sia giustizia nel mondo".  Così nell'omelia a Santa Marta.
 
 
Questa invece è una mail di risposta, a noi molto cara, inviataci dai frati di Albano Laziale (Roma) devoti di San Gaspare:
 
 
Mail Ricevuta Da:  
8-lug-2011 8.18

"Certo che mi ricordo di lei. In questi non ho mancato di continuare a pregare per lei.
Sia forte e non  disperi. Si ricordi cosa ci dice il Vangelo: "beati gli operatori di giustizia..."
Chi combatte e osteggia la mafia e sicuramente "operatore di giustizia", quindi il Signore dice "beati" anche
a voi.
Vi ringrazio per la vostra offerta. Anche se non arriverà non è un problema. L'importante è il gesto.
Vi ricordo caramente nelle preghiere.
Saluti
don Simone"
 
 
 
 "SE LE AUTORITA' E I GOVERNANTI FOSSERO STATI ONESTI E PULITI, LA VICENDA DELLA FAMIGLIA GANDINI NON AVREBBE MAI AVUTO UN INIZIO! E CERTAMENTE NON AVREBBE AVUTO UN SEGUITO ANCORA OGGI!"
 
LINK Di Riferimento:
 
venerdì 5 ottobre 2012
NUOVE MINACCE MAFIOSE E RIFLESSIONI PERSONALI.  (In riferimento al Post sopra pubblicato, altri accenni al veterinario Andrea Poli)
 
mercoledì 28 settembre 2011
BUON COMPLEANNO ALESSANDRO!  28 Settembre 2011
http://famigliagandini.blogspot.it/2011/09/buon-compleanno-alessandro.html
 
giovedì 27 settembre 2012
BUON COMPLEANNO ALESSANDRO! 28 Settembre 2012.
http://famigliagandini.blogspot.it/2012/09/buon-compleanno-alessandro-28-settembre_27.html

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